Tour de France 2027, Christian Prudhomme: “Dopo la caduta alla Vuelta, Tadej Pogačar sarà disposto a correre gli stessi rischi?
La presentazione del percorso del Tour de France 2027, ha proiettato l’immaginario verso le sfide della stagione che verrà. La Grande Boucle sarà uno degli appuntamenti clou del mese di luglio e ci si domanda chi saranno i pretendenti per il podio. ASO ha proposto un percorso leggermente diverso rispetto alle ultime due edizioni, con ben due cronometro individuali che potrebbero cambiare gli equilibri tra i big. La domanda alla fine è sempre la stessa: ci sarà qualcuno in grado di impensierire quel Tadej Pogačar che, molto probabilmente, andrà a caccia della sua sesta Maglia Gialla?
“La vera domanda, e naturalmente gli auguro il meglio, è come avrà recuperato dalla gravissima caduta alla Vuelta – ha dichiarato il direttore di corsa Christian Prudhomme a L’Equipe – Il suo talento deriva dalla superiorità fisica, ma anche nell’abilità nella guida della bicicletta. La discesa del Tourmalet la scorsa estate è stata sbalorditiva. Con il passare degli anni e con una caduta così violenta, si rimane gli stessi? Si è ancora disposti a correre gli stessi rischi? Dopo la caduta restano comunque degli interrogativi”. Perplessità lecite del direttore di corsa, che ricorda un episodio: “Eddy Merckx ha sempre raccontato di non esser stato più lo stesso dopo la caduta di Blois nel 1969. Da allora ha ammesso di non esser stato più lo stesso in montagna. Questo non gli impedì di vincere altri quattro Tour de France…”
Tra i nomi che potrebbero insidiare il dominio dello sloveno c’è sicuramente quello di Remco Evenepoel, che potrebbe trarre benefici dall’inserimento di una seconda cronometro. “Con 71 chilometri, sarà la distanza complessiva a cronometro più elevata dal 2012. Ho sempre sognato l’epoca che non ho vissuto, quella in cui l’Aquila delle montagne, Federico Bahamontes, si confrontava con la Caravella, Jacques Anquetil – racconta Prudhomme – Con Remco Evenepoel stiamo assistendo a un riequilibrio in questo senso, anche se non siamo ancora a quei livelli”. E naturalmente non si può prescindere dal sogno di tutti i francesi, Paul Seixas: “Il finale di stagione spesso anticipa quel che accadrà l’anno successivo – afferma – Basti pensare alle somiglianze tra il Lombardia 2018 e il Tour de France 2019 di Thibaut Pinot. Il modo in cui ha vinto a Como mi fa pensare che la sua caduta al Tour Auvergne-Rhône-Alpes lo abbia penalizzato molto più di quanto immaginassi a luglio”
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